domenica 31 maggio 2009

ARTE BAROCCA NELL'EUROPA DEL NORD

Dall’Italia, dove i maggiori artisti europei non mancavano di soggiornare almeno per un certo periodo al fine di apprendere le principali novità stilistiche, il barocco si diffuse rapidamente verso l’Europa settentrionale. Ciascuna nazione, tuttavia, ne sviluppò una versione peculiare, a seconda della tradizione artistica locale, e della situazione politica e religiosa del paese.

-Barocco fiammingo














Il barocco fiammingo è dominato dalla brillante personalità di Pieter Paul Rubens, che si formò sull’esempio di Caravaggio, dei Carracci e di Michelangelo. Lo stile maturo dell’artista, caratterizzato da grande ricchezza cromatica, composizioni dinamiche e pennellata sensuale, segnò l’apogeo della pittura barocca del Nord: basti ricordare il celebre ciclo di 21 tele della Vita di Maria de’ Medici (1621-1625, Louvre, Parigi). Fra gli allievi di Rubens si distinse Antonie van Dyck, pittore di corte e dell’aristocrazia, autore tra l’altro di un famoso Ritratto di Carlo I in tenuta da caccia (1635 ca., Louvre, Parigi). Jacob Jordaens e Adriaen Brouwer divennero noti per le realistiche scene di vita campestre dei loro dipinti, soggetto frequentato anche da altri artisti fiamminghi, quali David Teniers e l’olandese Adriaen van Ostade.
Gli scultori barocchi fiamminghi trassero spesso ispirazione dall’arte italiana: così fu per Artus Quellinus, che risentì anche della lezione di Rubens, e per François Duquesnoy, che collaborò con Bernini a Roma. Il gusto italiano è altresì visibile nell’architettura fiamminga, di cui un esempio è offerto dall’ex chiesa gesuita di San Carlo Borromeo (1615-1621, ora museo) ad Anversa.







-Barocco olandese
Paesaggi, nature morte, animali e scorci architettonici sono tra i soggetti più ricorrenti nella pittura barocca olandese, che fra XVI e XVII secolo conviveva ancora con una corrente manierista (rappresentata ad esempio da Hendrick Goltzius). Lo stile caravaggesco giunse al seguito di artisti come Gerrit van Honthorst e Hendrik Terbrugghen, che tornarono in patria dopo aver lavorato in Italia. Negli anni Venti del Seicento la tendenza naturalistica si era ormai affermata tra i pittori di Utrecht, inaugurando il periodo aureo dell’arte olandese. Si distinsero presto le figure di Frans Hals, famoso ritrattista, e Rembrandt, che nella famosa Ronda di notte (1642, Rijksmuseum, Amsterdam) sperimentò uno straordinario uso della luce e del chiaroscuro: le figure sono costruite da una pennellata decisa e vibrante, che conferisce al dipinto una qualità emotiva di rara potenza. Di segno più intimista fu la produzione di Jan Vermeer, che eccelse nella resa psicologica dei personaggi e nella padronanza degli effetti atmosferici della luce.
Fino al 1650 la scultura olandese rimase prevalentemente manierista; l’esuberanza barocca fu introdotta dagli scultori fiamminghi e in particolare da Artus Quellinus, che si occupò della decorazione del municipio di Amsterdam, ora Palazzo Reale.

-Barocco inglese
La pittura barocca in Inghilterra fu fortemente influenzata dalle opere di Rubens e Van Dyck, che ispirarono un’intera generazione di ritrattisti. Anche la scultura risentì dello stile fiammingo, oltre che dell’arte italiana. All’architetto Inigo Jones, che studiò in Italia il classicismo di Andrea Palladio, si deve l’introduzione, nel XVII secolo, dello stile palladiano in Inghilterra. Ne è un chiaro esempio la Banqueting House (1619-1622, Londra), dove si trova lo splendido affresco di Rubens Allegoria della pace e della guerra (1629). Anche Christopher Wren, tra le figure più influenti dell’architettura in Inghilterra e nelle colonie americane per oltre un secolo, soggiornò a lungo in Italia: i suoi progetti per la cattedrale di Saint Paul (iniziata nel 1675), a Londra, rivelano lo studio dell’opera di Bramante, di Borromini e di altri architetti italiani.

-Barocco francese
All’inizio del XVII secolo, in Francia la scuola manierista di Fontainebleau era ancora attiva. Le scene a lume di candela di Georges de La Tour, tuttavia, suggeriscono già l’influenza del Caravaggio. Il naturalismo barocco trovò piena espressione nelle opere di Valentin de Boulogne, che aveva vissuto in Italia, e di coloro che erano entrati in contatto con il realismo fiammingo, come i fratelli Le Nain e Philippe de Champaigne. Di estrema importanza per la storia della pittura barocca francese furono il classicismo di Nicolas Poussin, che visse a lungo a Roma, e l’inconfondibile stile pittorico di Claude Lorrain.
Tra gli scultori, si ricordano Pierre Puget, François Girardon e Antoine Coysevox, autore quest’ultimo di ritratti plastici improntati a un chiaro classicismo. Verso la fine del secolo, in tutte le arti si impose un gusto più elaborato, come appare dagli affreschi di Charles Le Brun, dalle architetture di Louis Le Vau, dai giardini di André Le Nôtre che ornano il castello di Vaux-le-Vicomte (1655-1661) e l’immensa reggia di Versailles. Un progetto grandioso, in cui si espresse uno stile di grande raffinatezza ed equilibrio formale, fu l’ampliamento (1667-1673) del Louvre, a opera di Louis Le Vau, Le Brun, Claude Perrault e altri.

-Barocco tedesco e austriaco
Due maestri della pittura barocca tedesca furono Adam Elsheimer, che, trasferitosi a Roma nel 1600, fece propri i canoni del classicismo, e Johann Liss, che operò a Venezia e a Roma.
All’inizio del XVII secolo, nei paesi di area tedesca la scultura era largamente improntata allo stile manierista. In Germania, Jörg Zürn continuò in forme nuove la tradizione scultorea in legno dei paesi alpini, con opere di grande impegno quali l’altare della cattedrale di Überlingen (1613-1619). Fu soprattutto il bavarese Balthasar Permoser ad assimilare le tendenze espressive barocche in Italia, introducendole in modo fecondo nell’ambiente artistico di Dresda (fu autore delle sculture celebrative dello Zwinger). Anche a Vienna, come a Dresda, l’architettura barocca trovò ampio favore alla corte reale. Uno dei maggiori architetti barocchi austriaci, Johann Bernhard Fischer von Erlach, diede prova di aver pienamente assimilato lo stile italiano nel suo capolavoro, l’opulenta chiesa di San Carlo (1715-1737) di Vienna.

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